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Gioco d'azzardo, febbre a Salerno Si spendono fino a 600 euro al mese

A Salerno si gioca forte. Anche se il futuro fa paura e i consumi diminuiscono, i giocatori patologici possono spendere fino a 600 euro al mese. Lo dicono i dati raccolti dal Coordinamento Nazionale Gruppi Gioco d’Azzardo, a cui afferisce il Gruppo Logos Onlus di Salerno attivo dal 2000.
Una tentazione difficile da combattere, l’azzardo, visto che Salerno risulta essere la nona provincia italiana per presenza di punti scommesse.
Maschio, coniugato, con un lavoro stabile. A Salerno è questo l’i dentikit di chi chiede aiuto alle strutture specializzate come il Gruppo Logos Onlus, che ha analizzato i dati raccolti dal 2000 al 2006 per definire un fenomeno di proporzioni allarmanti. L’età media degli scommettitori (gamblers) è compresa tra i 30 e i 50 anni, ma non manca una percentuale consistente di giovani: il 15% degli utenti del programma di recupero "Fuorigioco" ha dai 20 ai 30 anni. Il giocatore patologico può spendere fino a 600 euro al mese in gratta e vinci, lotto e macchinette automatiche.
I dati di Salerno sono perfettamente il linea con la tendenza nazionale. Un esercito di 1 milione e 353mila italiani (il 2,5% della popolazione) ha problemi di dipendenza dal gioco. L’azzardo è la terza azienda nazionale, subito dopo Fiat ed Enel, con un fatturato che nel 2008 si è aggirato sui 49 miliardi di euro. In questa strana industria il capitale è versato paradossalmente dai meno abbienti, da quella fascia di popolazione che stenta ad arrivare alla fine del mese.
Tra i giocatori patologici che richiedono aiuto medico trovi quelli che non ti aspetti, come i pensionati (18%) e i lavoratori precari (23%). La stragrande maggioranza è composta da padri di famiglia che sperano di cambiare le sorti del bilancio familiare con un colpo di fortuna. Gabriella Cavaliere, sociologa facilitatrice impegnata con l’associazione Famiglie in Gioco di Salerno attiva presso la Asl di via Vernieri, invita a non minimizzare i rischi: «Il livello di guardia - spiega - deve restare alto tutto l’anno. Si tratta di un problema sociale che coinvolge le famiglie ed esprime un disagio profondo».
Non sempre però gioco fa rima con vizio. Gli esperti garantiscono che la tendenza al gioco è di per sè sana. Nella maggioranza dei casi sono i fattori ambientali a scatenare l’aspetto patologico. Secondo gli analisti, conta molto l’incidenza sul territorio di offerta di giochi, legali e non. Nel 2007 a Salerno i punti scommessa erano 40.
Con un occhio al futuro, nuove tentazioni vengono dalla rete e dai giochi a pagamento online. Sono soprattutto giovanissimi ad essere attratti, per la fascia 15 - 20 si gioca più per noia
che per il gusto dell’azzardo.

Fonte http://lacittadisalerno.repubblica.it

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